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Con Amore Mamma… Capitolo uno: la cioccolata

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Era un quaderno, o meglio, un diario. Un diario bello e dal fascino antico: era rilegato finemente, di buona fattura, il cuoio però sembrava abbondantemente consumato e il colore era ormai sbiadito.

Con molta cura, per non rovinare il delicato ritrovamento, le piccole mani aprirono il diario lentamente, e la luce rivelò delle pagine ingiallite dal tempo, preziosamente preservate.

 

La prima pagina recitava così:

Diario di Marina Ramirez – Costa”

“Moglie, madre, avventuriera, dal Perù al mondo”

“Questo diario raccoglierà i miei pensieri per mia figlia, quando sarà abbastanza grande per leggerli. Ti amo vita mia.

 

Gli occhi di Karina si illuminarono. Non aveva mai sentito la nonna parlare della sua famiglia, e finalmente ecco una testimonianza di chi era la sua bisnonna. Ma cosa voleva dire con “avventuriera”?

La mente avida di curiosità guidò le dita a sfogliare le prime pagine del diario, le cui prime pagine recitarono così:

 

Iquitos – Anno 1879

 

Ci è arrivata notizia qualche settimana fa: il caucciù sta per diventare el nuevo oro del Sudamerica. Pare che servirà per fabbricare le ruote di questa nuova invenzione, chiamata automobile, un carro che si muove senza uso di cavalli.

Il militare che ci ha dato questa notizia ha detto che questa è un’opportunità da non farsi sfuggire, e siamo partiti subito, da Lima fino al mio paese natale, Iquitos.

Abbiamo cercato subito contatti e tuo padre ha acquistato un terreno di selva, dove poter estrarre la gomma ed esportarla in Usa e in Europa.

Dovevi vedere i suoi occhi, come gli si illuminavano all’idea di poter viaggiare per poter vendere questo tesoro rimasto secoli nascosto en nuestra Amazonia!

Io non volevo partire, ma lui ha insistito che la mia presenza avrebbe aiutato le trattative de nogocios, e avrei potuto legare con le spose dei signori che avrebbe incontrato. Così, a malincuore, ti ho lasciato nelle amorevoli mani di tua nonna.

E così siamo partiti, direzione Europa, el viejo mundo

Pero, ay caramba! Gli incontri con i proprietari di case automobilistiche erano senza sosta, e c’era sempre troppo poco tempo per scoprire le bellezze del vecchio mondo.

Ma finalmente, dopo diversi incontri con produttori minori in Belgio, siamo andati in Francia, dove finalmente avremmo passato più tempo. Dovresti vedere las cosas lidisimas che ci sono lì!

“Mademoiselles” vestite con colori sgargianti e lunghi capelli biondi e ricci, io quasi faccio la figura della gitana coi miei capelli neri e lisci! Mi sono sentita un poquito a disagio, ma la meraviglia di scoprire questo mondo esotico è grande.

Arriviamo al giorno più importante per tuo padre: incontriamo infatti il monsieur De Dion y su señora. Lui è pioniere di una delle prime e maggiori aziende di automobili in Europa, e dopo una breve trattativa e un pranzo insieme, si è convinto ed è interessato a comprare la gomma da tuo padre! Lui è contentissimo, io sono anche io per lui, anche se per me, figlia, questa non è stata affatto la parte più bella del nostro viaggio in Francia.

Subito dopo la firma i documenti infatti siamo stati invitati dai De Dion a un posto chiamato cafè. Dovevi vedere che posto bellissimo, con tante dame e colori caldi, e un’atmosfera alegre ma rilassata. Lì abbiamo bevuto una bevanda scura, calda, aromatica: la chiamano cioccolata calda. Fin dal primo sorso ti riempie la testa col suo sapore speziato e scalda il cuore e il corpo tutto. Non avevo mai provato nulla di simile.

Con gli occhi avidi e colmi di emozione, ho cercato subito di saperne di più: mi hanno detto che viene dal Messico, era aspro e piccante prima ma ora per fortuna lo fanno speziato e dolce. Forse ci sono piante anche in Sudamerica, magari anche in Perù. 

*Ay caramba! Com’è che non ne avevo mai sentito parlare prima?!* ho pensato, forse perchè fin da piccola sono cresciuta sulla costa, nella nostra capitale Lima. Ma ora volevo davvero saperne di più.

All’uscita dal cafè ho detto a tu padre: “dobbiamo investigare di più, questa “cioccolata” può essere il futuro.”

Ma lui non ha voluto sapere nulla, pensa solo al caucciù. Mi ha tacciato dicendo che è una stupidata e di dimenticarmi di questa cosa. 

Delusa e umiliata ho abbassato gli occhi, e non gli ho detto più nulla.

Siamo tornati al nuestro hotel e lì mi è venuta un’idea.

Sai cosa ho fatto?

Ho contattato la signora De Dion, con cui avevo legato fin dal primo incontro, le ho proposto di vederci il giorno dopo, magari a quel lindisimo cafè. 

Non sono solita fare queste cose, ma saremmo partiti la sera successiva  e non potevo lasciare la Francia senza prima gustarmi un’ultima tazza di cioccolata calda.

E così ci siamo incontrate, non ho detto a mio marito dove sarei andata, ma lui si fida della signora De Dion.

Spagnola, ma da anni in Francia, ha accettato subito l’invito, ed era molto interessata a conoscermi meglio, dato che sono la prima señora peruana che incontra in Francia. 

E così, dopo una breve chiacchierata, mi sono aperta e le ho raccontato di quanto sia stata contenta di scoprire questa bevanda e che vorrei capirne di più. Mi sentivo nervosa ed emozionata allo stesso tempo, perchè non sono solita raccontare le mie emozioni ad altre persone che non siano la mia famiglia.

Lei mi ha sorriso, e mi ha rivelato che anche lei adora la cioccolata, ma quasi sbuffando mi disse che non le dispiacerebbe poterla bere anche a casa. “Ci sarà un modo di poterla gustare anche nella comodità di casa propria, non trovi?”

In quel momento un lampo improvviso ha attraversato il mio corpo, una luce che si accendeva in una parte rimasta sempre buia nella mia mente. 

In questo misto di emozioni, e senza capire come, sai cosa le ho detto? 

La cosa più matta del mondo: “Credo proprio di sì, e penso che dovremo aprire noi una azienda che produce cioccolata per il consumo a casa propria, cosa dici?” dissi senza prendere fiato, e nello slancio ho battuto la mano contro il tavolino.

Non so cosa mi sia preso, era come se qualcun’altra avesse pronunciato quelle parole, e quasi non avrei voluto sentire la sua risposta per la vergogna. Quella scarica elettrica mi ha quasi spaventato, ho ritirato subito la mano, e per fortuna che Diana non si è scomposta per nulla, anzi:

“Noi due? Due donne? E cosa direbbero i nostri mariti?” iniziò la De Dion con un tono stupefatto, “eppure…” e intanto sorseggiava, “chi l’ha detto che non possiamo farlo? Perché due donne non potrebbero aprire un’azienda? Sono sicura che mio marito ne sarebbe assolutamente contrario… ed è proprio per questo che voglio farlo. E sono sicura che con te si potranno fare grandi cose.” e con questo finì ciò che rimaneva nella sua tazza.

*Oh Dios mio, ora che le rispondo?*

“Ma sì, ma era giusto per scherzare… Per me è già un milagro essere qui con te senza nessun uomo a sorvegliarmi, e io in realtà dovrei essere in Perù e badare alla mia bambina, e pulire la casa, e fare da mangiare, e…”

“Non voglio sentire una parola di più.” mi interruppe Diana “è questo quello che vuoi? O è quello che vuole la società dove sei cresciuta? Sei in Francia, qui si fa la storia, e noi la faremo. Se aprire una azienda tua è quello che vuoi, per una volta, fatti un regalo sincero: regalati una cioccolata. Regalati due cioccolate, dieci, cento cioccolate! Vedo i tuoi occhi, brillano di un fuoco che non avevi fino al momento che non siamo venute qui la prima volta a bere la cioccolata calda. Pensi che non me ne sia accorta? Tu sei più di una moglie o una madre, tu sei una donna, e nonostante i nostri mariti, possiamo fare grandi cose anche da sole.”

Non potevo credere a quello che avevo appena finito di sentire, ma la piccola luce ora si era trasformata in un fuego vivo, e condivideva ogni parola. Bruciavo dentro, e sensazione non era mai stata più bella. Non avevo più dubbi, e lei lo lesse nel mio sguardo. Mi sorrise, e io con lei.

Dios mio, hai pienamente ragione. In tutti questi anni non ho fatto altro che pensare alla famiglia, e mai a cosa volessi veramente, e prima mi sentivo così in colpa per essere venuta qui da sola, ma ora…”

“Ora hai assaggiato il sapore della libertà e dell’indipendenza. E vuoi, come me, assaggiare questo dolce sapore ogni giorno, perchè è questo che ci fa sentire vive. E sono sicura che hai anche un’idea di come creare quello che dicevo: una cioccolata calda a casa buona come qui.”

“Si, e anche più buona di questa,” mi brillavano gli occhi, e lei lo vedeva, ”perchè questa la trovo un po’ troppo liquida. Secondo me potremmo farla più densa, così i sapori saranno ancora più concentrati.”

“Penso che hai proprio ragione, ma come si fa a renderla più densa?

 

E voi, avete un’idea di come potrebbe nascere la prima cioccolata calda dai sapori veri e con una consistenza densa? 😃

 

Continua…

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