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Con Amore, Mamma…Capitolo due: il lampo di genio

Karina si era ridestata dal suo sogno ad occhi aperti a immaginare una buona cioccolata calda, ed ecco che subito voleva saperne di più.

Riaprì il diario, e continuò la lettura:

Storia di Natale da Nexo Chocolate - barretta di cioccolato

Parigi – Anno 1880

Casa di Diana e Jules-Albert De Dion

Era già passata una settimana da quando sarei dovuta tornare in Perù, ma dopo la litigata con tuo padre ero furibonda: lui si rifiutava di capire le mie necessità e mi ha ordinato di smetterla di fantasticare e di pensare alla famiglia, come stava facendo lui.

E io sono andata su tutte le furie! Come podia decirme esto?! Gli ho detto che lui non mi ordina proprio niente, e sono venuta a stare da Diana, e abbiamo iniziato a lavorare sul nostro progetto.

Lei è la padrona di casa qui, suo marito Jules-Albert quasi ha paura di lei! Ahah! Chissà se un giorno sarà così per tutte noi, io mi sento davvero fortunata di aver trovato una persona come lei.

Sono così emozionata! Avremo la nostra piccola impresa di sole donne

Già iniziavo a pensare a tutte le cose che avremmo potuto fare qui, mi hija, magari grazie a questo progetto ci trasferiremo un giorno in Europa, con le sue belle città, la moda, e la cioccolata calda…

“Hey, bella addormentata! Mi hai sentito?” la voce di Diana interruppe il mio sogno ad occhi aperti. “Ay Dios! No perdona! Dimmi!” le risposi imbarazzata.

“Ti stavo dicendo che la cioccolata è ottima, ma non possiamo vendere solo questo!”

“Hai ragione, ma come possiamo fare? Non sappiamo molto di questo cacao…”

“Ed è per questo motivo che ho appena inviato un telegramma a una persona che ci aiuterà a capire tutti i suoi segreti e magari a trovare uno spunto interessante. Marina, sei pronta per un viaggio in Olanda? Domani partiamo per Amsterdam!”

Amsterdam?! La città dei canali, dell’arte, del jenever…avevo letto di questa bellissima città a scuola, e stavo per tornare a fantasticare ancora quando Diana battè il mestolo contro la pentolino di rame.

“Questo è pronto! Non vedo l’ora di farlo provare al señor Van Houten!”

Il viaggio durò un giorno, e avevamo avuto solo il tempo di riposare la notte in un albergo chic di Amsterdam che la mattina eravamo già in viaggio. Direzione: una cittadina lì vicino chiamata Weesp.

“Spero veramente che questo incontro vada bene. Abbiamo bisogno di un’illuminazione, un lampo di genio, per poter creare qualcosa di unico e di nostro. Ora incontreremo Casparus Van Houten, lui è la terza generazione di un’azienda ormai mundial, fanno cioccolato da più di 50 anni. Mio marito gli ha regalato un’auto per il suo matrimonio, direi che non potrà che essere contento di riceverci” mi disse con il suo bellissimo sorriso.

Finalmente la carrozza si fermò ai piedi di una scalinata, e fummo ricevuti da un giovane assistente, che ci indicò dove trovare l’ufficio di Van Houten. 

Salimmo una rampa di scale e poi entrammo in una bellissima stanza dall’aria fredda ma accogliente, mancava secondo me un po’ di decorazioni, ma avevo sentito che nei paesi del nord pensano di più a essere efficienti che a rendere un posto accogliente.

Un signore attempato, vestito alla moda del tempo, stava finendo di scrivere su un quaderno. Quando ci vide si alzò e salutò con un gentile sorriso. “Madame De Dion! Goedemorgen, come sta? E dove si trova suo marito?” chiese mentre si fermò a metà strada, con l’aria confusa.

“Caspar, mio caro, sono molto felice di vederti. Jules-Albert è in Belgio ora, a testare nuovi motori a vapore. Sai quanto si diverte con quei giocattoli…come un bambino. Sono invece qui con Madame Marina, con la quale sono entrata in società per produrre articoli di cioccolata.” Diana colmò la distanza e allungò la mano verso di lui.

Lui la accolse col baciamano, alla moda parigina, ma subito si ritrasse. “Dal telegramma pensavo sareste passati per parlare di affari, non di cioccolata…e non avrei mai pensato che due donne potessero fondare un’azienda.” ci disse, con un tono neutro ma interrogativo.

“Non ti avevo accennato che sarei venuta solo io? O forse davi per scontato che sarei venuta con lui? In ogni caso, siamo qui per affari, e se sei stupito da questo, ti basti sapere che in Francia non c’è nessuna restrizione su chi possa o non possa fondare un’azienda.” replicò Diana in tono secco.

Non puoi immaginare l’imbarazzo, mihija, la tensione era così forte che si tagliava col machete.

Dopo un breve ma interminabile silenzio, alla fine Caspar cedette:Goed, molto bene, allora cosa posso fare per voi oggi, madames?” chiese rassegnato.

“Prima di iniziare ufficialmente la nostra impresa, volevamo sapere di più del cacao, e volevamo confrontarci con il migliore esperto in Europa su questo tema.” disse Diana con un sorriso.

Caspar accolse il complimento e iniziò a sorriderci: “Bene! Allora siete nel posto giusto! Cosa mi sapete dire già del cacao?”

“Il cacao viene dal Messico, e arriva qui in polvere, così possiamo lavorarlo come più ci piace. Corretto?”

“Quasi madame!” l’uomo cambiò modo di porsi, si vedeva che gli piaceva il tema (o era stato il complimento di prima?) “Il cacao è un albero che cresce nell’America centrale e del sud. I semi del frutto si fanno fermentare e poi essiccare, così è più facile farli arrivare in Europa. Amsterdam è il porto principale ora dove arrivano sacchi e sacchi di iuta con i semi di cacao.

Ed è grazie a mio nonno che ora è possibile avere barrette di cioccolato, perchè ha trovato il modo di togliere il grasso dai semi per ottenere la polvere di cacao.”

“Veramente affascinante, non sapevo era stato tuo nonno l’artefice di questa invenzione rivoluzionaria.” disse amorevolmente Diana.

“Oh si! Siamo veramente orgogliosi di questa macchina, anche se ovviamente a tutto c’è un prezzo: purtroppo con la polvere di cacao abbiamo concentrato gli aromi, e si sente molto il sapore amaro. Abbiamo provato con tanti tipi di frutti diversi, ma sai, i migliori sono fragili e per questo anche molto costosi… per questo mio padre alla fine ha trovato una tecnica che permette di togliere il gusto amaro in un attimo, così potremo utilizzare qualsiasi fava di cacao, e poi aggiustare il sapore con zucchero e aromi. Come in una formula magica.” disse, mentre gli brillavano gli occhi.

“Veramente geniale, siete una famiglia portentosa Caspar! Ti ringrazio tantissimo per queste informazioni! Allora noi dobbiamo tornare ad Amsterdam per sbrigare delle faccende, ma ci rivedremo presto, assieme a Jules-Albert!”

“Mi ha fatto davvero piacere rivederla Madame De Dion, conti su di me per altre lezioni sul cioccolato!”

E mentre un raggiante Casparus ci salutava, Diana si girò e quasi con passo militare tornò alla carrozza. Ho fatto una fatica a starle dietro! 

Una volta dentro la carrozza la vidi finalmente sorridere, e un fuoco illuminava i suoi occhi.

“Hai capito cosa ha detto Caspar, Marina?” mi chiese, e io la guardavo ma senza capire a cosa intendeva.

Provai a responder, quando di scatto Diana iniziò a frugare nella borsa, alla ricerca frenetica di qualcosa.

Tirò fuori un mattoncino colorato: “lo sai cos’è vero? Questa è una barretta di cioccolato, proprio quella di cui parlava Caspar. Ecco, prendine un pezzo.”

La presi e aprì la confezione, aveva la scritta ‘Van Houten’ bella visibile a caratteri dorati. Staccai un pezzo di quel blocco marrone scuro e lo provai, e mi hija, non puoi immaginare la sorpresa! Era dolce, e speziato allo stesso tempo. Sapeva di cacao, ma era diverso da quella buona cioccolata calda del cafè parigino. E infine, dopo pochi secondi, iniziai a sentire uno strano retrogusto. Qualcosa non andava, e Diana me lo lesse negli occhi, guardandomi con il suo sorriso acceso.

“Ora so perchè il suo cioccolato sa di strano. Ora hai capito che indizio ci ha dato Caspar?”

“Ha detto che ci sono tanti tipi di cacao diversi, ma a loro non importa.” dissi, con ancora quello strano retrogusto in bocca.

“Esatto, compreranno cacao di bassa qualità a poco prezzo e con la loro ‘formula magica’ penseranno che basterà togliere l’amaro per continuare a vendere. Se ci pensi è una porcheria: chi mai, ad esempio, comprerebbe vino fatto con uva mista e poi corretta con lo zucchero?”

“Ahah conosco gente che lo farebbe.” dissi scherzando.

“Lo so, ma noi possiamo cambiare le regole del gioco: partiremo per il Sudamerica per conoscere questo albero del cacao e capire come poter creare del cioccolato da solo un tipo di frutto. Questa era l’illuminazione che stavo aspettando!”

Si alzò di scatto e per esultare quasi ci fece ribaltare! 

I cavalli si imbizzarirono un poco, ma Diana era già con la mente al suo piano: “Cosa ne dici, sei pronta a tornare a casa? Sono sicura che possiamo iniziare dal Perù, e poi ho contatti in Ecuador e Colombia.”

“Non vedo l’ora, Diana, mi manca la mia famiglia, e sono sicuro che saranno felicissimi di vedermi. Mi manca la mia hijita.”

“La abbraccerai presto, c’è solo un oceano da superare, ma niente ci potrà fermare!”

Si alzò ancora di scatto, la carrozza fece un salto e i cavalli nitrirono ancora, ma a noi non importava, perchè il nostro viaggio era appena incominciato!

 

Le donne sono il passato, presente e futuro! Quand’è stata l’ultima volta che ti sei sentita così piena di vita come Diana e Marina? 😄❤️🍫

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